Pierremporio 1927 presenta il piccolo/grande capolavoro che i maestri artigiani/artisti di Grottaglie, Simona Mitrangolo e Emanuele Patronelli, hanno realizzato per il Natale 2020.

Sono semplicemente stupefatta! Di Renato Pagliaro conosciamo il genio creativo carico di idee originalissime e belle, ma quest’anno la sua straordinaria capacità di entusiasmare i clienti si arricchisce del richiamo ad un ‘opera non solo molto cara a noi castrovillaresi (posta dal 1490 al Castello di Castrovillari) ma anche storicamente e artisticamente pregevole, considerato un gioiello di scultura fiorentina di fine ‘400, ossia la composizione dei due putti fiancheggianti lo stemma delle armi reali aragonesi inquartate con le insegne dei d’Angiò-Durazzo. Un esempio di «importanti e squisiti pezzi di scultura» (così lo definì Biagio Cappelli) la cui pregevole qualità rimandava a un lavoro plastico proveniente da Firenze o eseguito a Napoli da qualche scultore gravitante nella bottega o nell’ambiente artistico di Giuliano da Maiano. Re Ferrante d’Aragona, riprendendo lo stendardo del Regno di Napoli creato dal padre Alfonso I detto il Magnanimo, aveva creato questo stemma, il proprio stemma, inquartando le Barre di Aragona con le armi dei D’ Angiò-Durazzo per dare una continuità d’istituzione alle due Case reali e per glorificare la massima grandezza della potenza aragonese raggiunta sotto il proprio regno. Una meraviglia assoluta!
 

Ft.o Ines Ferrante

Due Dicembre 2019! Novantadue! ROSSO VANTISINU

Pierremporio 1927, in occasione del suo 92° anno di attività,  presenta “Rosso Vantisinu”, una mini mostra a cura di Renato Pagliaro, sul meraviglioso “vantisinu” dell’abito tradizionale femminile della città di Castrovillari. Per lasciare il segno di questo evento nel tempo… Pierremporio 1927 ha ideato e fatto realizzare dai maestri ceramisti della “Sofia Ceramiche” di Caltagirone, solo ed esclusivamente sei palle di Natale numerate e firmate, con i decori del suddetto “vantisinu”. Le sorprese non finiscono qui perché le palle di Natale avranno il loro sacchetto realizzato per l’occasione color “warm red”. La mini mostra sarà inaugurata lunedì 2 dicembre alle ore 10:30 nello spazio Pierremporio 1927 di Castrovillari e durerà fino all’11 gennaio 2020.  Attraverso il ricamo dell’abito nuziale, poi abito di gala, per le donne castrovillaresi si compiva un atto devozionale, un incantesimo d’amore in grado di proteggere, portare gioia e fertilità alla coppia e alla famiglia. Segno distintivo dello status sociale, il ricco abito tradizionale della sposa castrovillarese, impreziosito e personalizzato da ricami simbolici con oro e perle splendenti che ne aumentavano dignità, lusso e prestigio, era intessuto con quel raso in seta rossa carmosina che indicava il flusso di energia tra la natura e l’essere umano, il sangue che da la vita, il fuoco che accende la passione. Superstizione, religione e mito legavano i motivi ornamentali del“vantisinu”: eleganti volute fitomorfe, fiori, di tutte le tipologie, rose, viole del pensiero, campanule, gigli, a mazzi, a tralci, a ghirlande, intrecciati a nastri, nodi d’amore, nappe, ma anche ghirigori e arabeschi orientaleggianti, e, generalmente, tutte le lettere della sposa o le iniziali di entrambi gli sposi. Ogni “vantisinu” racconta una storia d’amore e di bellezza, ogni trama d’oro prometteva fortuna e felicità: cupidi e putti alati, calici e coppe inneggianti al grembo materno, stelle simboli dell’eternità, ma anche molti elementi zoomorfi spesso legati al sovrannaturale come colombe, pavoni, conigli e cigni a rappresentare il profondo legame con il divino, con la sacralità esclusiva di una veste che diventava un vero e proprio gioiello-tesoro.

f.to Ines Ferrante 

PARTICOLARI D’ARTE… un’ esposizione unica: quattro grandi artisti calabresi sullo stesso particolare d’arte!

Dal 14 Giugno al 13 Luglio.

L’arte come memoria, l’arte come sperimentazione, l’arte come vita, l’arte come  emozione.  E’ il senso più autentico di quello streben che tende alla bellezza e alla perfezione ideale e che fa da premessa romantica all’esposizione-collezione unica nel suo genere che, per la prima volta al mondo, si potrà ammirare a Castrovillari, presso Pierremporio 1927: l’arte orafa di Gerardo Sacco, la scultura di Gianni Cherillo, la pittura di Luigi Le Voci e la fotografia di Renato Pagliaro. Gli artisti si ritrovano insieme, sullo stesso particolare di straordinarie opere d’arte custodite a Morano Calabro, ossia il Polittico di Bartolomeo Vivarini (secolo XV), il Tronetto per Esposizione Eucaristica di argentiere napoletano (secolo XVIII) e il Paliotto dipinto da maestranze locali (secolo XVIII). L’originale idea nata dalla passione e dalla competenza creativa di Renato Pagliaro, abbraccia quella prima esposizione proposta nel lontano luglio del 1996 nella Cripta della Chiesa di San Nicola a Morano Calabro, ma allora per la complessità del progetto proposto ai quattro artisti calabresi, non erano presenti tutte le opere commissionate che, invece, oggi, dal 14 giugno al 13 luglio 2019 si potranno ammirare in tutto il loro splendore. Sì, perché nella raffinata location di Pierremporio 1927 verranno esposti cinque acquerelli su carta di Amalfi di Luigi Le Voci, tre sculture in pietra leccese di Gianni Cherillo, due gioielli in oro, agate azzurre, perle rosa e bianche, un piatto sbalzato a mano in argento e due icone su lastra d’argento smaltata di Gerardo Sacco, tre fotografie  dei particolari d’arte proposti e i ritratti inediti degli artisti all’opera, durante la realizzazione dei lavori, di Renato Pagliaro. La bella e intensa immagine della Vergine in trono che accoglie nelle braccia il Figlio nudo, figura centrale dell’opera del Vivarini, custodita nella chiesa S. Maria Maddalena, la dolcezza e la delicatezza degli angeli che sorreggono il baldacchino a corona del tronetto per il SS. Sacramento, nella chiesa di S. Nicola, e la splendida figura allegorica del pavone che, simbolo dell’immortalità e della resurrezione di Cristo, s’impone sul pregevole paliotto della chiesa dei Cappuccini, sono piccoli capolavori all’interno di grandi capolavori e diventano dettagli artistici per privilegiate e speciali opere d’arte che soltanto l’attenta e sensibile lungimiranza di Renato Pagliaro ha reso possibile per un evento così raro e prezioso agli occhi del mondo contemporaneo. L’esposizione, corredata anche da una pregiata cartella d’arte con le schede di Giorgio Leone e le fotografie di Renato Pagliaro, invita allo slancio emotivo, al soffermarsi con dedizione e commozione sui doni eccellenti che l’arte concede all’umanità, sulle rare meraviglie che ogni artista riesce a creare, sullo splendore che ogni opera d’arte, in quanto tale, sa emanare tacitamente, inevitabilmente, sorprendentemente.

f.to Ines Ferrante

Pierremporio 1927 di Renato Pagliaro e Girlane Barros Diniz

Corso Luigi Saraceni, 37 – 87012 CASTROVILLARI

Info: 0981.22494 – 338.1837166 – r.pagliaro@pierremporio.it