"MORANO E IL POLLINO"

COLLANA DI RICERCA FOTOGRAFIA A CURA DI RENATO PAGLIARO


 


Il più bel paese del mondo

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Porto Alegre specchio di Morano

Donne e Madonne del Pollino

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Montevideo prega per Morano

Ma perché "Morano e il Pollino"?

Perché costituiscono due realtà che vivono da sempre in perfetta simbiosi.

Posta ai piedi del Pollino a 690 m s.l.m., a 450 km a sud di Roma e a 130 dall'aeroporto di Lamezia Terme, Morano è il più caratteristico agglomerato urbano di tutta la Calabria (Italia). Considerato il "presepe vivente più bello del mondo", è ricco di storia e di arte: ben tre Chiese Collegiate; Monastero di San Bernardino, monumento nazionale; Convento dei Cappuccini, sede di noviziato; chiese e cappelle tutte ricche di opere d'arte (statue del Bernini, Polittico di B. Vivarini, tele del Sarnelli, Lopez, Tomajoli ecc.).

Antiche le origini di Morano. Viene ricordata nella lapide di Polla del 132 a.C. come importante stazione romana sull'antica Via Popilia, mentre il suo fiume, il Coscile, l'antico e mitico Sybaris, viene menzionato dal poeta latino Ovidio nel l. XV delle sue Metamorfosi: "CRATIS, ET-HINC SYBARIS VESTRIS CONTERMINVS ORIS / ELECTRO SIMILES FACIVNT AVROQUE CAPILLOS".

Gli abitanti di Morano, circa 12.000 ai primi del '900, sono oggi oltre 5.000, a causa delle continue emigrazioni, avvenute soprattutto verso il Brasile, dove, a Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, con cui Morano è gemellata dal 1982, vivono circa 15.000 Moranesi, oriundi compresi.

Il massiccio del Pollino, ricco di flora e di fauna, posto a cavallo tra Basilicata e Calabria, ha la cima più alta nel Dolcedorme (m 2270), il "Gigante addormentato". Oggi offre una vitale occasione per un reale decollo socio-economico, essendo divenuto il più grande parco nazionale d'Italia: 196.437 ettari compresi tra il mare Jonio, con le gole del Raganello, e il mare Tirreno, con i monti dell'Orsomarso e le stupende cascate dell'Argentino.

L'aquila reale, le piante officinali, il pino loricato, presente solo in questa zona d'Italia e nei Balcani, hanno costituito dal Settecento in poi una forte attrazione per visitatori e studiosi, poeti e artisti italiani e stranieri (Swinburne, Denon, Stolberg, Rilliet, Tenore, Hescher, Douglas, Raab), affascinati dalle bellezze artistiche e paesaggistiche dell'area del Pollino. (B.G.F.)

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